SCEGLIERE IL CORSO GIUSTO: LE DOMANDE DA FARSI

Organizzando formazione professionale vivo immersa tutto il giorno nei progetti e nei desideri di Professionisti accomunati dalla stessa passione per la formazione e la crescita personale. Da questo mio particolare punto di osservazione condivido le scelte di persone stupende, sempre intente a migliorare loro stesse e con la voglia di essere d’aiuto in maniera sempre migliore.

A Durga non approdano solo i futuri Professionisti, quelli ancora in formazione e alla ‘conquista’ di un nuovo apparato di buone conoscenze da poter spendere sul mercato: gli scambi sono tanti anche con Professionisti già avviati e dalle grandi competenze già acquisite.

In ogni caso, qualunque sia l’avanzamento professionale, il bisogno è sempre lo stesso: tutti desiderano scegliere il corso giusto.

Continuare a formarsi fa bene alla professione a al proprio buon umore.

La formazione non fa mai male, soprattutto se ci si avvicina con curiosità, voglia di scoprire qualcosa e quando l’intento è quello della crescita personale.

Non dimentichiamoci però, che iscriversi ad un corso comporta un significativo consumo di energie in termini di tempo e di soldi.

Ecco perché, se l’intento è quello della crescita professionale, è bene chiedersi quali siano gli elementi di cui tenere conto per scegliere il corso giusto, per non sprecare risorse in direzioni non utili al proprio intento professionale.

Ecco le domande che pongo a chi si rivolge personalmente a me in fase di orientamento, per essere accompagnato nelle proprie scelte formative e professionali e per aiutarli a scegliere il corso giusto.

Le domande da farsi prima di iscriversi ad un nuovo corso.

  1. Quanto mi costa?
    Se abbiamo scelto la formazione per la nostra crescita professionale (cioè per lavorare meglio e di più), la prima cosa per capire se stiamo scegliendo il corso giuto è stabilire quanto ci costa, badando al fatto che il costo che sosterremo non è costituito solo dal prezzo del corso: in aggiunta a questo vanno considerate le spese di viaggio e di soggiorno e, cosa significativa a cui pochi badano, anche le ore in cui non lavoreremo e in cui dunque perderemo delle entrate.
    Questo tempo di mancato guadagno è costituito da:
    – il tempo che impiegheremo per seguirlo fisicamente in classe,
    – il tempo per studiare, riascoltare le registrazioni, riorganizzare gli appunti
    – il tempo per fare pratica, tirocinio, sessioni gratuite di prova
    – il tempo dedicato alle prime sessioni che offriremo a tariffa ridotta per impratichirsi e acquisire sicurezza.
  2. In quanto tempo me lo ripago?
    Questa è la seconda domanda da farsi per scegliere il corso giuto. Stabilito (come da punto 1) il budget totale necessario avremo il valore dell’investimento che va valutato in termini di ‘ritorno economico’. Questo significa chiedersi: ‘In quanto tempo ammortizzerò la cifra?’
    Per stabilire il tempo di ammortamento dell’investimento occorre calcolare quante sessioni/trattamenti/consulenze si dovranno fare, al netto dei costi, per ripagare il corso.
    Ad esempio, se ho speso 600,00 Euro e io chiedo 60,00 Euro a sessione il cui utile al netto delle spese e delle tasse è di 30,00 Euro, mi serviranno 20 sessioni per andare in pari. Avete mai fatto questo conto?
  3. Mi farà lavorare e/o guadagnare di più?
    Oltre a questo elementare calcolo matematico per stabilire il tempo di ammortamento, ci sono altre considerazioni da fare.
    E’ bene stabilire se la formazione che ci interessa ci permetterà di aumentare il nostro lavoro, guadagnare di più. E questo potrebbe avvenire con modalità diverse, ad esempio chiediamoci se questo corso:
    Mi permetterà di ampliare il target dei miei clienti? Ad esempio, se io offro accompagnamento alle future mamme durante la gravidanza, studiando tecniche per la salute del pavimento pelvico posso ampliare il mio target da clienti, aiutando le donne in ogni momento della vita.
    Mi permetterà di fornire servizi nuovi e quindi di dare nuovi motivi ai miei vecchi clienti di rivolgersi a me? Ad esempio se mi occupo di rieducazione posturale e studierò l’alimentazione, gli stessi clienti che già ho, che magari non avrebbero più motivi per rivolgersi a me nel breve periodo, possono invece essere interessati ad un mio nuovo servizio di alimentazione sana.
    Mi permetterà di aumentare i prezzi delle mie prestazioni, rivolgendomi ad un target con maggiore propensione alla spesa? Ad esempio se offro sei servizi adatti ai bambini, potrò aumentare il prezzo delle mie prestazioni se dopo la formazione potrò organizzare dei nuovi servizi da offrire agli adulti, naturalmente propensi ad una maggiore spesa.

Non sempre il corso più economico è il corso da preferire.

Dovendo scegliere fra corsi diversi la valutazione a mio avviso è bene che passi da queste considerazioni di tipo economico, strettamente legate al valore intrinseco del corso. E questo ci potrebbe anche portare a conclusioni diverse da quelle che si potrebbero raggiungere ad una prima considerazione superficiale.

Ad esempio potremo arrivare a valutare che un corso, pur richiedendo un investimento maggiore, sia da preferire ad un altro meno caro perché ci prospetta un ritorno economico più rapido (impiego meno tempo a ripagarmelo), perché è più performante (imparo di più = sarò più efficace e dunque allargherò il mio target), più riconosciuto (avrò più clienti perché sarà più facile veicolare il mio lavoro o essere riconosciuto a mia volta come affidabile ed esperto)…

…e una volta completato un corso…

E’ affine alla strada che ho scelto di perseguire? Sono tanti i corsi interessanti e qualcuno ci conquista solo per passione, senza necessariamente vi sia uno scopo professionale.

Non dimentichiamoci di aver ben presente questa distinzione per evitare di tradurre a forza ogni singolo corso frequentato in un servizio in più da offrire ai nostri clienti. I

l nostro listino servizi non deve far rima con il nostro CV: aggiungendo proprio tutto c’è il rischio di confondere i potenziali riceventi, sempre meglio rimanere focalizzati.

Alcuni corsi si fanno per aggiornamento professionale (dunque per integrare e ampliare i propri servizi), altri perché nutrono l’anima. Saper comprendere questa distinzione è vitale per svolgere il proprio lavoro con successo e per integrità professionale: promuovere troppe cose diverse equivale a non promuovere nulla.

 

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