SCEGLIERE LA SPECIALIZZAZIONE

Se ti chiedessi dimmi di cosa di ti occupi, sono sicura che mi diresti la tua qualifica (o come la chiamo io – etichetta): counselor, coach, kinesiologo, operatore olistico, naturopata, riflessologo ecc.

Che, se parli con me che sono una tua collega, non è neanche del tutto sbagliato.

Le cose si complicano, però, quando parli con le persone che non sono del settore, ovvero quando parli a potenziali riceventi.

In questo caso la qualifica/etichetta è essenziale ma non sufficiente. Infatti il solo utilizzo della stessa non permette alle persone di capire davvero e fino in fondo, cosa fai.

Quindi è abbastanza normale che poi ti chiedano: “Ma quindi di cosa ti occupi in pratica?”; oppure “ma allora mi puoi “guarire” il -inserire nome del problema di turno-?” Alle volte i più scettici potrebbero dirti qualcosa come: “ma io non ci credo a queste cose strane” (o frasi simili).

Quindi, se puoi, non dirmi solo il nome della disciplina che pratichi, dimmi la tua “specializzazione”.

LA SPECIALIZZAZIONE

Ecco alcuni esempi, anche se sono sicura che tu possa pensare a qualcosa di ancora più adatto a te.

Potresti, ad esempio: essere specializzato nel benessere femminile, materno, infantile.

Specializzato nel riequilibrio emozionale, nell’aiutare le persone a non sentirsi più stanche a superare i blocchi, sconfiggere le paure, ecc.

Ma perché è davvero così importante?

Scegliere la specializzazione è importante perché spesso le nostre attività e discipline, per chi non le conosce, come ad esempio un potenziale ricevente, sono difficili da capire finché non vengono “provate”. Scegliere una specialità allora, ci aiuta molto  a far capire alle persone di cosa ci occupiamo e come conseguenza aiuta ad incentivare il passaparola.

Infatti le persone non dovranno ricordarsi il nome di tutte le tecniche che utilizzi (coaching, counseling, kinesiologia, naturopatia, reflessologia, ayurveda, massaggio californiano, fiori di Bach, ecc.) alle persone sarà facile presentarti ad amici e conoscenti come lo “specialista di…”

A questo punto nella tua mente potrebbero sorgere almeno due obiezioni.

PRIMA OBIEZIONE. Chi sono io per definirmi specialista?

Ecco, qui ti volevo. Per prima cosa specialista non vuol dire necessariamente il migliore; significa che, nei tuoi studi hai approfondito una tematica o un’area di intervento piuttosto che un’altra. Poi ci sono modi diversi di dire che sei specializzato. Ad esempio puoi usare parle diverse e dire “mi occupo prevalentemente di…” . Che te ne pare?

SECONDA OBIEZIONE. Ma siamo operatori olistici, la nostra specializzazione necessariamente non è vera perché tutto è interconnesso.

Ad esempio un mal di schiena potrebbe essere dovuto ad un blocco emotivo. Perfetto: sarai la persone che “prevalentemente si occupa di disequilibri alla schiena e che li valuta da ogni possibile punto di vista: fisico, emozionale, energetico.” E’ più chiaro così?
Questo tra l’altro ti permetterà di distinguerti da altri professionisti che lavorano sullo stesso “disequilibrio” soltanto da un unico punto di vista (ad esempio guardano a problemi di mobilità della schiena solo dal punto di vista strutturale).

Ricordati che se sei più chiaro alle persone le stai aiutando a capire se puoi essere un supporto nella risoluzione delle loro difficoltà o quelle dei loro cari. Parlare chiaro dovrebbe essere una delle tue priorità per poter servire al meglio gli altri.

Attenzione, però, a non incorrere in abuso di professione medica.

A meno che tu non sia laureato in medicina e chirurgia o sia un professionista del settore sanitario, fai attenzione a non utilizzare parole di gergo medico che potrebbero indurre le persone a pensare che lo sei (non usare parole come cura, guarigione, diagnosi, prognosi…). Su questo ultimo punto ho scritto con un post specifico. Noi facciamo altro, non siamo medici e dobbiamo essere sicuri che la nostra comunicazione non sia ambigua per chi si rivolge a noi.

Intanto, rifletti e scegli la tua specializzazione, vedrai come sarà più facile comunicare, essere ricordati dai potenziali riceventi e come funzionerà meglio il passaparola.

Se vuoi condividere con noi la tua specializzazione o sapere se può funzionare, avendo un parere da altri professionisti, iscriviti al nostro gruppo FB.

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