Alcuni suggerimenti per pianificare

Questo articolo contiene alcuni suggerimenti per pianificare.

Se sei giunto qui è forse perchè hai letto lo scorso articolo che parlava di convinzioni limitanti riguardanti l’inutilità di pianificare.

(Hai perso l’articolo ma ti interessa? Lo trovi qui).

Quindi se stai leggendo questo articolo è perchè forse ci vuoi provare, ad avere un piano. Per questo voglio fornirti alcuni  consigli pratici e suggerimenti per pianificare.

SUGGERIMENTI PER PIANIFICARE

Attenzione a non esagerare.

Il primo suggerimento per pianificare parte da un concetto semplice ma importante: pianificare non significa programmare tutto nel minimo dettaglio, sempre. Questa è la strada migliore per stancarsi di farlo e per non essere in grado di gestire gli imprevisti (o comunque gestirli con ansia). Pianificare significa avere un flusso chiaro di azioni e di cose da fare da seguire durante l’anno, il mese e la settimana in modo che, anche nei momenti difficili, di stanchezza o sconforto non si perda la direzione, ma anzi si lavori per far andare le cose sempre meglio. Il piano è come una mappa con la strada da seguire per trovare il tesoro. Il tesoro per noi sarà il raggiungimento del nostro obiettivo.

Scegli con cura l’obiettivo.

Prima di pianificare (cioè disegnare la strada) è necessari capire dove vuoi andare. Che tradotto significa quale è/quali sono i tuoi obiettivi per l’anno/il quadrimestre/il mese?

La scelta degli obiettivi è fondamentale. Infatti pianificherai azioni diverse a seconda che tu voglia: lavorare con più persone; lavorare di più con i riceventi che già hai; lavorare di più nel tuo studio; lavorare di più in altri posti che ti ospitano; concentrarti sulla proposta di corsi; concentrarti sulla proposta di sessioni individuali e così via.

Ma come si sceglie l’obiettivo? Un buon obiettivo deve avere alcune caratteristiche specifiche ma oggi, per semplificare, soprattutto se sei agli inizi, ho deciso di menzionarne due: deve essere quantitativo e deve avere una data “di scadenza”.

Cosa significa quantitativo? Faccio un esempio: se scegli come obiettivo “lavorare con più persone” è utile che tu definisca con quante persone al mese vorresti lavorare. Se oggi fai 50 trattamenti al mese e non sei soddisfatto, devi decidere di quanto vorresti incrementare il numero di trattamenti. Sii realista ovviamente. Idem se vuoi aumentare il numero di partecipanti ai tuoi corsi. Quanti partecipanti in più vorresti? Puoi anche scrivere la stessa cosa con le entrate, quanto vorresti fatturare di più?

Per quanto riguarda la “data di scadenza”, in realtà si tratta di un orizzonte temporale entro cui valuterai se hai raggiunto il risultato o meno (e credimi puoi gioire, e tanto, anche se hai raggiunto solo parzialmente l’obiettivo perchè comunque i progressi danno energia e meritano di essere festeggiati).

Quindi un obiettivo ben impostato è, un obiettivo che dice, ad esempio: fare 5 trattamenti/consulenze/sessioni di più ogni mese in maniera costante a partire da marzo. Oppure: raggiungere, al corso di maggio, 20 partecipanti anzichè i 10 dei corsi precedenti. E così via. Spero di essermi spiegata abbastanza bene, se no scrivimi, a fine articolo trovi i miei riferimenti.

Definisci le azioni

Ora che hai un obiettivo chiaro, puoi definire tutte le azioni che potrebbero servirti a raggiungerlo. Quindi dotati di carta e penna, e scrivi. Il consiglio è di scrivere tutto ciò che ti viene in mente, anche se poi non lo farai. In questa fase vale tutto, anche inserire delle azioni per cui non hai budget. Per esempio “pubblicità via radio” (ok, esagero ma spero di averti fatto capire cosa intendevo).

Quando faccio questo esercizio io mi prendo un’ora e mezza circa tutta per me. Mi chiudo in studio, accendo delle candele (che illuminino la mia mente e scaldino il mio cuore); diffondo un olio essenziale (limone per la concentrazione, lavanda se sto attraversando un periodo stressante, incenso se voglio una pianificazione “meditativa”).

Scrivo le azioni per 25 minuti di fila (punto un timer), poi mi riposo per 10 minuti facendo una visualizzazione o qualche posizione di Qui Gong) e poi riprendo per altri 25 minuti. Se ho fatto tutto per benino, in un’ora ho finito.

Cancella ciò che non puoi fare

Il terzo dei consigli per pianificare prevede di andare sul pratico. Lascia sedimentare la lista che hai fatto qualche ora (vai a pranzo, fai una passeggiata, leggi un libro, insomma distraiti) e poi riprendi la lista in mano. Elimina le azioni che non puoi fare perchè non hai abbastanza budget o risorse o quelle che hai segnato ma che hai già provato in passato e sai che non funzionano bene.

Ti dovrebbe essere rimasta una lista di azioni concrete e attuabili. Controlla che sia così.

Distribuisci le azioni nelle settimane e nei mesi

Infine, ti serve distribuire le azioni nell’arco di tempo che hai stabilito precedentemente. Quindi, ad esempio, se hai scelto di avere più partecipanti  (5 in più) al tuo prossimo corso che sarà a marzo, devi distribuire le azioni della lista da questa settimana alla data in marzo in cui si chiuderanno le iscrizioni.

Io di solito prendo un foglio A4, lo divido in 12 rettangoli, uno per mese. Inserisco (se già li conosco) i periodi di ferie e/o in cui i riceventi sono in ferie e quindi ho un calo di appuntamenti legato alla stagionalità e poi inserisco le azioni che ho messo nella lista.

Tra le azioni, nell’esempio riportato più su, potranno esserci: pubblicità mirata su FB (costa poco e puoi indirizzarla alle persone giuste); programmazione newsletter; attivazione del passaparola con i corsisti o i clienti precedenti (ad es. consegnando locandina e programma e offrendo uno sconto o un bonus  se “si iscrivono con un’amica/o), portare dei volantini in biblioteca o in altri posti che sai sono frequentati dal tuo ricevente/cliente ideale, ecc.). Queste azioni le devi distribuire nelle varie settimane.

Avrai così un primo accenno di piano.

Puoi ripetere il procedimento per tutti gli obiettivi che ti sei dato, se ne hai più di uno.

L’importante poi, però, è AGIRE le azioni. Ovvero fare ciò che ti sei preposto. E per questo serve un po’ di disciplina, tanto amore per il tuo lavoro e la voglia di superare resistenze, paure e altri emozioni che ti bloccano.

Domande? Dubbi? perplessità? puoi condividerle nel gruppo Professioni autentiche o scrivermi una email a [email protected], sarò felice di aiutarti.

 

 

 

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